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ExperiencePiano e calendario editoriale: perché non vanno confusi

30 Marzo 20200

Il piano editoriale è una cosa, il calendario editoriale un’altra. E come diceva Patton: “meglio un buon piano applicato subito, che un piano perfetto applicato la prossima settimana!”

Ancora una volta sento professionisti (anche persone del settore) che confondono il Piano editoriale con il Calendario editoriale. Alt: chiariamo una volta per tutte le differenze (macroscopiche) tra questi due strumenti.

Immagina di progettare un viaggio: avrai una vaga idea di dove vuoi andare. Italia o estero? Relax o cultura? Weekend o tre settimane? Ecco… questo è il vostro PIANO. Una volta definito il piano potete procedere con la messa a punto della vostra vacanza: prenotare l’hotel per il lunedì, quello per il martedì e così via. Questo è il vostro CALENDARIO. Non è difficile, vero?

Allo stesso modo piano editoriale va a definire gli obiettivi, il target, l’argomento da trattare, la periodicità. Si tratta di una sorta di mappa concettuale, una linea guida.

Di contro, con il calendario editoriale si entra nell’operatività. Si vanno quindi a definire le date di pubblicazione dei singoli post (ovviamente “rifacendosi” alle regole dettate dal Piano editoriale), i canali in cui verranno pubblicati (Facebook? Linkedin? Instagram?), il titolo, le parole chiave, i testi dei post. Insomma… si mettono in fila i contenuti, inserendoli in una griglia ben definita.

Ci si chiederà perché è necessario stabilire un piano e non andare a redigere direttamente il calendario editoriale. La risposta è semplice semplice: se credete di stare perdendo tempo vi sbagliate di grosso. Il piano editoriale aiuta a strutturare al meglio le pubblicazioni, siano queste sul blog o sui social, consente di avere un’ampia visione delle azioni previste a medio e lungo termine, è un valido aiuto nella gestione delle emergenze (pensa a quando sei oberato di lavoro… se hai in saccoccia qualche post, di quelli che non “scadono”, eviti di fare slittare la pubblicazione a data da destinarsi).

La progettazione del piano, quindi, richiederà estrema cura: si andranno ad analizzare i temi di tendenza nel settore che ci interessa scovando quegli argomenti che potrebbero incontrare il gusto del nostro target e rispondere ai nostri obiettivi. In questa fase andrà anche fatta mente locale rispetto alla sostenibilità del progetto: è inutile partire con 3 post la settimana se, realisticamente, posso produrne uno ogni 10 giorni. Il blog (così come la pagina social) richiede non tanto quantità ma qualità e costanza. L’imperativo è essere realistici e fare “scorta” di post per i periodi più cupi (vedi sopra).

Abbiamo parlato di blog e social: le logiche del piano editoriale di ognuno di questi strumenti non differiscono molto. Quello che va però tenuto presente è che ogni canale parla un suo linguaggio e che quindi i contenuti vanno declinati di volta in volta (parliamo della stessa cosa ma con un tono di voce, ritmo e gergo diverso).

C’è chi confonde la pianificazione con la rigidità: nulla di più sbagliato. Pianificare significa guardare avanti, essere pronti a qualsiasi evenienza, avere contenuti pronti per una data specifica  e altri senza ancora un timing definito ( e, soprattutto, non avere il timore di variare la programmazione, mettendo in stand-by alcuni contenuti). Alla fine, anche quando siete in viaggio, se una delle vostre mete diventa inagibile causa alluvione modificate il percorso pur mantenendo il mood, no?

 

Jessica Bruno, Ufficio Stampa e Comunicazione Sinapsi Group

 

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