ExperienceMotivo per lavorare o motivazione al lavoro?

26 Marzo 20200

La motivazione al lavoro è un elemento di successo essenziale per ogni lavoratore e dunque per ogni impresa, perché sta alla base dei processi psicologici che tramutano l’intenzione in azione tradotta in alta performance.

Va fatta però una distinzione dai risvolti molto pratici: infatti, c’è una sottile quanto essenziale differenza tra un motivo per lavorare e la motivazione al lavoro.

Il motivo è una ragione logico-razionale per il lavoro: ci sono vari motivi per lavorare, tra i quali quello di maturare esperienza (ragione che accomuna i molti che sono in cerca di prima occupazione), avere uno status sociale positivo (chi non lavora di solito viene visto negativamente, come uno scansafatiche) e via dicendo. Di certo, guadagnare uno stipendio è un motivo fondamentale tra i più diffusi, un bisogno che sta alla base di qualsiasi attività lavorativa tranne il volontariato.

La motivazione invece è una spinta interiore all’azione dalla forte componente emozionale (associata ad una componente ben chiara a livello cosciente) che è molto vicina alla passione, al genuino interesse per un’attività, settore e o ruolo.

La motivazione può essere classificata in due modi: intrinseca ed estrinseca

  • La motivazione intrinseca avviene quando la spinta all’azione è direttamente collegata all’attività che si svolge. Studiare per apprendere, motivati dalla curiosità e dal desiderio di conoscere, o lavorare per crescere e raggiungere un risultato ne sono un chiaro esempio.
  • La motivazione estrinseca avviene per opposto quando la spinta all’azione è dettata a fattori complementari e indiretti rispetto all’attività che si svolge. Studiare per ricevere lodi e voti alti per alimentare la propria autostima; oppure lavorare unicamente per le ricompense associate al lavoro ci esemplificano questa tipologia di motivazione. La motivazione estrinseca può attivarsi anche quando la spinta all’azione è dettata dall’esterno della persona, ad esempio quando questa viene costretta ad un’azione per evitare punizioni e ripercussioni.

In alcuni casi i motivi e la motivazione possono sovrapporsi e la spinta della motivazione intrinseca è sempre più forte e premiante a lungo termine rispetto a quella estrinseca.

Di certo, qualsiasi persona che cerca lavoro solo per portare a casa lo stipendio sarà destinata a fallire, dato che non potrà mai svolgere bene e a lungo un lavoro senza passione, genuino interesse, piacevolezza e, dunque, motivazione.

Ecco perché ogni datore di lavoro dovrebbe tenere in considerazione questo aspetto quando seleziona dei candidati, assieme alle competenze tecniche e background professionale.

Allo stesso modo, ogni candidato dovrebbe essere pronto a saper rispondere alla fatidica domanda “Perché vuoi lavorare qui da noi?”, spiegando perché ama il settore in cui opera l’azienda che assume, il ruolo, il prodotto, quell’azienda in particolare o, meglio ancora, tutte queste tre cose.

Sono interessato al corso che si terrà il:
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Mattia Loy –  Area Ricerca e Selezione Sinapsi Group

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