ExperienceDei "cuggini" Social Media Manager

21 Aprile 2020

Troppe volte elementi cruciali come la comunicazione online sono affidate all’improvvisazione. In un momento in cui il web è lo strumento principe per veicolare ogni messaggio, occorre fermarsi e capire come migliorare l’efficacia delle azioni.

Domanda: se cucini abitualmente per la tua famiglia, sei in grado di fare una torta e se non perdi una puntata di Masterchef, puoi dirti l’alter ego di Carlo Cracco?

Concorderete con me che per proporsi come chef occorre una certa formazione… non basta avere all’attivo la preparazione di una cena per 15 persone. Suvvia… non affidereste mai la realizzazione di un’importante pranzo di lavoro a vostra zia, sebbene a Natale metta a tavola tutta la vostra famiglia. E allora perché mettete le vostre pagine social nelle mani del “cuggino” che, essendo un nativo digitale, per forza deve essere un genio della comunicazione online.

Ha tanti amici su Facebook, fotografa ogni pietanza al ristorante per mostrarla ai suoi follower su Instagram e chatta su Whatsapp ogni secondo… sarà in grado di usare i social, no?

Ecco… la risposta è no. O, almeno, molto probabilmente no, se parliamo di gestione di una pagina aziendale.

Gestire a livello privato le piattaforme è un po’ come organizzare una cena tra amici: c’è sicuramente chi ha maggiore attitudine (non è il mio caso) ma quello che differenzia una persona non specializzata da un professionista del settore sono la visione di insieme e la capacità di definire le azioni sulla base di una strategia.

Come uno chef è incaricato della creazione del menu, delle ricette, degli approvvigionamenti, della determinazione del prezzo e della suddivisione dei compiti dei suoi collaboratori, allo stesso modo il social media manager studia e crea i contenuti, ma solo dopo aver definito un piano e aver individuato i canali più adatti a seconda del target da raggiungere e degli obiettivi prefissati. Gestisce il suo team (sì, un social media manager coordina, ma spesso delega a figure più specializzate come il grafico, il copy, il videomaker. Deve quindi avere una visione di insieme ma è impossibile che possa fare tutto alla perfezione).

Per continuare il parallelismo con lo chef, a volte deve ricorrere a esperti… come per un matrimonio si chiamano a raccolta lighting designer e pasticcieri perché nessun dettaglio sia lasciato al caso, anche il social media manager può fare appello a esperti del suo settore – come a social media strategist – per la pianificazione di una campagna pubblicitaria.

Quindi quali sono le competenze richieste al social media manager? In primis l’approccio multidisciplinare: non sarà il massimo esperto di SEO o di grafica, ma deve masticare la materia. E di materie, se si parla di social, ce ne sono a bizzeffe. Deve avere buone capacità di ascolto (si pensi solo alle richieste della clientela sulla pagina Facebook) e deve saper comunicare. Deve avere dimestichezza con le piattaforme, l’interpretazione dei dati (eh sì… i social possono e devono essere monitorati), con la progettazione grafica. Deve essere in grado di individuare gli obiettivi e raggiungerli, verificando (ancora una volta attraverso le statistiche) se si stia perseguendo la strada giusta. Deve possedere spiccate doti di problem solving, perché sul web tutto è più accelerato. La lista potrebbe proseguire ancora per un bel po’. Siete ancora convinti di voler affidare questo compito a vostro “cuggino”?

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