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ExperienceCome ti scelgo il giusto canale

27 Marzo 20200

Sono una fan scatenata della comunicazione online. Ammetto, a malincuore, che sempre meno spesso leggo l’edizione cartacea di un giornale (preferendo quella digitale) e che le promozioni attive nei miei negozi preferite le scopro grazie alle mille-mila newsletter alle quali sono iscritta.

Rimango aggiornata e informata attraverso i blog di settore e sempre meno tramite i tradizionali manuali.

Tutto questo per dire che la comunicazione sul web non è una cosa per pochi e che le aziende dovrebbero iniziare ad affidare l’arduo compito di comunicare online a professionisti di settore, e non al “cugino che sa usare bene il computer”.
Occorre una strategia che, partendo da contenuti interessanti e originali, preveda la sua diffusione attraverso diversi canali.

Fondamentalmente parliamo di queste tre tipologie di canale:
– Blog aziendale
– Social media
– Newsletter

IL BLOG AZIENDALE
Il blog aziendale è un po’ il salotto di casa dell’azienda. In quel luogo virtuale è possibile fare conoscere i propri valori, la propria storia, instaurando così un rapporto di fiducia con l’utente. Si tratta di una comunicazione non filtrata, una specie di appendice al sito aziendale.
Si tratta di uno strumento che richiede un grande sforzo da parte del redattore: occorre che i contenuti siamo di qualità, originali e che la frequenza di aggiornamento sia adeguata.

SOCIAL MEDIA
Se il blog è il salotto, i social media sono il bar, la piazza. Sono il luogo in cui si incontrano utenti che sono già lì, che non sono arrivati giusto per incontrare te. Devi attirare la loro attenzione. Devi presentarti in modo interessante per spuntarla sulla concorrenza. La differenza rispetto al blog sta infatti nel pubblico. Un pubblico già esistente, che non va generato, allevato e formato; ma che, in modo diverso va conquistato, appassionato e fidelizzato. Tuttavia esistono degli ostacoli nell’utilizzo dei social, come l’impossibilità di personalizzare il contenuto e la necessità di sottostare a regole dettate da terzi. La scelta del social da utilizzare, invece, dipende in larga parte dal target aziendale.

LA NEWSLETTER
La newsletter non è altro che recarsi a casa di un conoscente e suonare il campanello. È un auto-invito, un incontro non richiesto. Certo, può fare piacere. Ma ad alcuni patti. Ti presenteresti mai da un amico senza un reale motivo, fosse anche una piacevole chiacchierata? Busseresti alla sua porta senza una bottiglia di vino? Ecco. Allo stesso modo ogni volta che invio una newsletter mi domando qual è il valore aggiunto che sto dando al mio interlocutore. Nella mia comunicazione c’è una notizia? Sto portando alla luce un vantaggio per il lettore? Se sì procedo. Se no, allora qualcosa non funziona. Rispetto ai precedenti canali manca il tema della scelta. Scelta dell’utente ad avvicinarsi ai contenuti. Per questo occorre essere molto più cauti. Inoltre c’è un fattore che, indubbiamente, viene meno rispetto alla precedenti forme di comunicazione: il dialogo. La newsletter è un monologo. Se ne vale la pena procedete, in caso contrario… non schiacciate il tasto invio.

Jessica Bruno, Ufficio stampa e Comunicazione Sinapsi Group

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